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E’ doveroso l’elogio per la presentazione del
libro “Santa Maria di Fagnano” che, curata da Robert
Marcantoni e dal Consiglio Pastorale di Fagnano, presenti la
Autorità religiose e civili ed un attentissimo (e numerosissimo)
pubblico, ha saputo evidenziare in maniera stupenda pensieri
antichi in nuove emozioni, nella manifestazione di giovedì 7
settembre proprio nella chiesa di Santa Maria di Fagnano!
Tutto l’apparato, coinvolgente
soprattutto per le Persone che lo hanno predisposto, ha reso
perfettamente l’idea e la finalità ultima del libro: la
riscoperta delle proprie radici porta inevitabilmente a
rientrare in se stessi, come nella calura estiva allungare i
piedi nell’acqua corrente del Tione, gustandone la freschezza e
genuinità di affetti e sentimenti. Gli interventi, la
presentazione dell’opera, la curatissima recita di alcuni versi
accompagnati dal sottofondo musicale e, infine, il canto corale
di “Nome dolcissimo” accompagnato dalle note del vecchio
harmonium suonato con emozione da Aldo Quaiato, hanno reso
indimenticabile una serata in cui spiritualità e cultura si sono
mescolate in un connubio tanto semplice quanto di elevata
qualità.
Come ha ribadito l’Autore nel suo intervento, è
necessario ritrovare il tesoro di valori e sentimenti che
abbiamo ereditato, non per conservarli in una biblioteca o in
uno scrigno, ma per renderli ancora attuali così che riscaldino
ancora il cuore, orientino la vita, diano un senso al nostro
camminare nella storia. A partire dalle cose più semplici, come
può essere un nome che riconduce all’iniziale verità, e ci fa
ripercorrere la storia che è giunta fino a noi.
Ecco, allora,l’invito di don Giuseppe: con il
libro in mano entrare nella quiete silenziosa della chiesa,
quasi a rivisitarla ancora una volta: lo spirito si rinnova e si
rinfranca, par di dissetarsi alle fresche acque di Isaia:
“Attingete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza” (Is.
12,3). Ed è bello attingere anche se non si ha nulla da dare,
nulla con cui pagare, perché come diceva don Mazzolari.
“questa è la gioia, ricevere senza averne
diritto”.
E lì, in questo “attingere alle sorgenti”
si ritrovano le radici, nel più profondo dell’intimo si scopre
il nuovo che è antico e rivivono storia e sentimenti, si
ritrovano le fonti che alimentano affetti ed amori.
E la ricerca della verità, come ha scritto
l’Autore all’inizio del libro, si trasforma in gesto d’amore,
per il proprio paese, per la propria chiesa, per Fagnano, per
Santa Maria di Fagnano.
Bravo Don Giuseppe che ha presentato
l’opera di Agostino Migliorini con la semplicità di chi sa farsi
capire da tutti, anche dai bambini; grazie all’Amministrazione
comunale e a Cereabanca che hanno consentito la pubblicazione
del volume, che è stato offerto ai presenti, ai parrocchiani e a
quanti l’hanno richiesto, oltre ai partecipanti alla Rimpatriata
Comunale del 17 Settembre; e grazie all’Autore, che però ha
subito girato il ringraziamento “a Santa Maria: è Lei che
m’ha donato l’ingegno” (vedi “In versi… col nome
originale”, pag. 12)
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